La Giornata Internazionale delle Famiglie

Sin dalla proclamazione della Giornata internazionale delle famiglie, avvenuta nel 1993 a seguito della decisione dell’ONU, ogni anno in occasione di questa ricorrenza viene discusso un aspetto della vulnerabilità della famiglia.

Quest’anno vedrà trattate le questioni della parità di genere e dei diritti dei bambini, problemi alquanto particolari in quanto conseguenza non solo di condizioni economiche o politiche, ma anche delle norme sociali o della religione.

In alcune società, la posizione subordinata della donna è intrinsecamente connessa alla cultura e tradizione, tanto che nel loro immaginario collettivo il fenomeno non rientra più nelle categorie giusto/ingiusto.

Le donne e ragazze che vivono in tali ambienti subiscono abusi sessuali, violenza fisica e psicologica, negazione dei diritti fondamentali, matrimoni forzati. Molte di queste pratiche sono confermate e incoraggiate dalle leggi attualmente vigenti e il primo passo dell’ONU sarà appunto richiedere l’annullamento delle norme che violano i diritti delle donne. Per sradicare definitivamente questi atteggiamenti però sarà necessario sfidare i secoli di convinzioni ‘scorrette’, un progetto ambizioso che incontrerà una forte resistenza, ma il cui compimento è di fondamentale importanza.

Quello che nella nostra realtà viene messo in primo piano è la questione delle famiglie LGBT, principalmente dovuto al fatto che l’ONU celebra la Giornata delle famiglie – al plurale quindi – il che vuole riferirsi ad ogni tipo di famiglia, anche quelle omogenitoriali, che non sono in grado di procreare in maniera naturale, che è tradizionalmente considerato la funzione primaria della famiglia.

Vista l’ostilità a cui assistiamo da decenni (e di cui non di rado siamo promotori) verso l’idea di famiglie “diverse”, si impone la domanda quanto sia veramente realizzabile l’iniziativa dell’ONU di cambiare l’atteggiamento negativo nei confronti delle donne. Sicuramente c’è chi penserà che i due problemi non siano paragonabili tra di loro, ma sta di fatto comunque che entrambi sono conseguenza di convinzioni ereditate, probabilmente mai messe in dubbio, e anche di una certa arretratezza socio-culturale.

E’ tutto molto relativo, non credete?